Oreste Viola: “Ciervo dovrebbe solo tacere”

Dispiace dover constatare ancora una volta che esponenti della lista avversaria si avventurino in sterili, quanto inutili difese del loro passato politico che tanti danni ha prodotto per la nostra città. È mortificante dover purtroppo ancora una volta replicare a chi ha ancora l’ardire di lanciare accuse; i nostri concittadini mai avrebbero immaginato che nell’anno 2020 certi personaggi avrebbero avuto la sfrontatezza di rivendicare una verginità politica e presentarsi alla Città addirittura come il nuovo.
Purtroppo tocca replicare ancora una volta con l’auspicio che sia l’ultima e che si volti pagina.
La narrazione faziosa, capziosa, contraddittoria e ridicola di Ciervo emerge da tutti gli atti amministrativi e si sostanzia in un maldestro e non riuscito tentativo di celare le proprie colpe e la propria incapacità amministrativa.

Innanzitutto ci spieghi meglio cosa vuol dire che il Comune aveva la capacità di contrarre debiti negli anni 2006-2009 ed in particolare nell’ultimo biennio; questo è un fatto logico prima ancora che tecnico perché altrimenti i mutui è ovvio che non sarebbero stati concessi. Rendiamoci conto della gravità di tale affermazione che si può così sintetizzare: il Comune poteva indebitarsi e quindi io l’ho indebitato.
In secondo luogo i mutui – superiori ai 50 – solo in minima parte sono stati contratti ai sensi della legge 51/78, i restanti sono tutti a carico delle casse comunali con una rata annuale superiore ad un milione di Euro .
Delle grandi opere realizzate penso che nessuno se ne sia accorto nelle frazioni se non in qualche “particolare località”.
Dimentica poi che nell’ultimo periodo del suo sindacato da un avanzo di tesoreria pari a circa un milione di Euro si è passati ad un disavanzo di oltre un milione di Euro. Ma dove il Ciervo supera se stesso è quando parla dei debiti, del piano di riequilibrio e del dissesto.

Dall’esame delle passività accertate ed inserite nel piano di riequilibrio emerge chiaramente che i DEBITI sono riconducibili per la quasi totalità a gestioni amministrative ante 2009 foriere, tra l’altro, di numerosi contenziosi alcuni dei quali purtroppo ancora in essere e nati proprio nel periodo dell’ultima sindacatura Ciervo.
Da cosa derivano i debiti? Ve lo diciamo subito: da forniture non pagate; contratti non onorati; risarcimenti danni derivanti da contenziosi in materia di appalti e di procedure espropriative; spesa legale fuori controllo con costosissimi incarichi a consulenti esterni; gestione fallimentare delle procedure di esproprio dell’area industriale cui sono seguite sentenze di condanna e rilevanti esborsi da parte dell’Ente; contenziosi sui famosi concorsi, ecc.
Noi abbiamo fatto una operazione verità e lo sanno bene taluni dei compagni di lista di Ciervo ed abbiamo tentato in tutti i modi il risanamento finanziario. Purtroppo però l’enorme fardello debitorio prodotto da Ciervo, unitamente a tagli draconiani di risorse statali fattesi sempre più esigue nel corso degli anni, non ci hanno consentito di evitare il dissesto.

Questa è la verità dei fatti. Non ci si può esimere però anche da alcune considerazioni politiche.

Va da sé una domanda. Ma Ciervo ha letto chi sono i suoi compagni di lista? Se le colpe sono da attribuire tutte ai precedenti amministratori che hanno provocato a suo dire “la vergogna del dissesto” perché si è alleato con loro e li ha scelti come compagni di un cosiddetto nuovo progetto? Ma ricorda Ciervo che Giovannina Piccoli è stata assessore dall’anno 2009 al 2014, poi vicesindaco e nel 2019 sindaco? Ricorda Ciervo che Valerio Viscusi è stato assessore ai lavori pubblici dall’anno 2014 all’anno 2019? Se costoro erano il male assoluto perché ci si è alleato? Ricorda Ciervo che all’indomani delle elezioni 2014 congiuntamente ai suoi ha lasciato il gruppo Di Nuzzi Sindaco tradendo il mandato popolare che lo aveva relegato all’opposizione formando altro gruppo politico che nulla ha mai obiettato sull’operato dell’allora maggioranza?

Se l’amministrazione Valentino – a suo dire – si era resa responsabile di cattiva gestione amministrativa perché lui non ne è stato reale oppositore: mai una interrogazione, mai una iniziativa di contrasto politico, mai una discussione in consiglio comunale; anzi allora frequentava con assiduità il Circolo cittadino del Partito Democratico che annoverava tra i suoi componenti esponenti della maggioranza consiliare e dell’esecutivo.

Verrebbe da dire come Cicerone: fino a quando Ciervo abuserai della nostra pazienza? E soprattutto fino a quando abuserai della pazienza dei tuoi “più stretti amici” costretti a seguirti nei tuoi continui voli pindarici, nei tuoi continui spostamenti tra opposizione e maggioranza, nei tuoi continui cambi di casacca (si ricorda anche un passaggio nell’UDC con simbolo scudo crociato).
La dignità politica avrebbe imposto il silenzio, ma purtroppo così non è stato e chiedo scusa ai miei concittadini se li ho tediati ancora una volta rievocando un triste passato.

Noi attendiamo con fiducia il risultato elettorale che ci premierà ancora una volta .
Caro Ciervo nel tuo intervento volevi dire il lupo cattivo, il lupo mannaro è tutt’altra storia e del tutto inconferente rispetto alle tue affermazioni. Ti consiglio di graduare bene il tuo livore altrimenti continui a fare brutte figure.