Nicoletta Vene: “Sul tema dei trasporti Riccio parla senza conoscere la realtà dei fatti. Le dimissioni furono atto di dignità e di rispetto nei confronti dei cittadini di Sant’Agata”

“Pare che colui che ha accettato di essere il candidato Sindaco della lista “Sant’Agata Città Nuova” abbia analizzato l’attuale situazione relativa ai trasporti. A dire di quest’ultimo non esistono trasporti per raggiungere le frazioni del territorio santagatese, non ci sono collegamenti per raggiungere l’ospedale ne esisterebbero tratte che colleghino Sant’Agata alla stazione Cancello Scalo.

Probabilmente il candidato sindaco della lista n.1 parla senza conoscere la realtà dei fatti! Peccato, coloro che l’hanno scelto avrebbero potuto ragguagliarlo rispetto ai risultati raggiunti.

Il 17 settembre 2019, quale assessore alle Infrastrutture ho preso parte al Tavolo convocato presso la Direzione Generale Mobilità UOD Trasporti su gomma, nato su richiesta del 2018 formulata dai Comuni di Sant’Agata de’ Goti e Durazzano per evidenziare il fabbisogno di servizi di trasporto pubblico su gomma dell’utenza locale, con particolare riferimento al collegamento del territorio con la stazione ferroviaria di Cancello Scalo.

Le nuove corse autobus tra Sant’Agata de’ Goti (con capolinea Ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori) stazione ferroviaria di Cancello Scalo sono state ufficialmente messe in esercizio dal 14 ottobre scorso e permangono tutt’oggi.

La Giunta Regionale della Campania, Direzione Generale per la Mobilità approvava l’inserimento di due coppie di corse giornaliere volte a collegare S. Agata de’ Goti (con capolinea Ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori) con Cancello Scalo attraversando anche il comune di Durazzano.

Un importante servizio di cui questo territorio aveva assoluto bisogno.

A quell’incontro presero parte per la Giunta Regionale della Campania Direzione Mobilità la dirigente UOD Trasporti su gomma, Maria Sofia Di Grado, il funzionario referente dei contratti di servizio di interesse regionale della Provincia di Benevento, Vittorio Cortese, per il Comune di Durazzano, il vicesindaco Antonio D’Iglio e per il Comune di Sant’Agata de’ Goti, oltre me in qualità di assessore, il capogruppo consiliare, delegato dal Sindaco Giovannina Piccoli, Carmine Valentino.

Circostanza questa ben nota al Sindaco Piccoli che, a quanto pare,oggi ha poca memoria o preferisce ricordare solo quello che le fa comodo o ancor peggio sceglie di ragliare dai palchi schifose bugie. Preferisce incolpare noi altri invece di farsi un sacrosanto esame di coscienza. Ci incolpa di non avere coraggio, ci accusa di aver sfiduciato noi stessi e con gli occhi, ormai pieni di solo odio e fuoco, si dimentica di come ci ha trattati umanamente e politicamente.

Mesi terribili, di assoluto sbandamento, di mancata considerazione, caratterizzati dall’assenza di rispetto nei confronti della figura dell’assessore, mesi in cui Palazzo San Francesco, in un tempo non poi così lontano, pieno di persone, miseramente si svuotava perché i cittadini non trovavano più punti di riferimento.

Gli assessori – che tanto vengono decantati – avevano perso il diritto finanche di poter leggere le delibere di giunta che avrebbero dovuto approvare, ebbene sì, non riuscivamo a leggere gli atti e se li chiedevamo venivamo incolpati di doverli “mandare” a Carmine Valentino, ci veniva riservato un trattamento da “teste di legno” incapaci di avere un pensiero, delegittimati sempre.

Ebbene sì, ciò mi ha spaventata, terrorizzata e dopo le tante volte in cui siamo rimasti inascoltati, ho visto nelle dimissioni l’unica salvezza per il mio paese e per i valori che mi caratterizzano. Ho avuto coraggio di abbandonare una poltrona e l’ho fatto perché prima della poltrona viene la dignità, quella dignità che giorno dopo giorno vedevo in pericolo. Mi sono fermata ad ascoltare il malessere che si respirava tra le strade e ho capito che le persone mi avevano dato la loro fiducia per fare altro. Ed è proprio all’ex Sindaco che intendo rivolgermi per dire che non ho sfiduciato me stessa lo scorso mese di maggio, ma ho preferito riavvicinarmi al popolo piuttosto che restare chiusa nel palazzo e l’ho fatto con coraggio perché quello proprio non mi manca!

Coraggio significa avere la forza di decidere e io ho semplicemente deciso di restare me stessa, fedele alla disponibilità e allo spirito di servizio che ho per la comunità; fedele ai principi con i quali la mia famiglia mi ha cresciuta. Certo, probabilmente il coraggio è mancato ad altri, il coraggio di trattare rispettosamente un giovane, di dargli fiducia, di considerarlo come una risorsa da valorizzare.”